Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice nel Paese delle meraviglie recensione

AUTORE: Lewis Carroll (Charles L. Dodgson) | ANNO: 1865
TRAMA: La protagonista del racconto è Alice, una normale e allo stesso tempo straordinaria bambina di sette anni. In n momento di noia e stanchezza Alice scorge un coniglio bianco col panciotto e, decidendo di inseguirlo, dà inizio ad una serie di avventure bizzarre, folli, meravigliose. Cadendo nel buco della tana del coniglio, entra in un mondo fatto di paradossi e assurdità, abitato da personaggi incredibili: topi, bruchi, uno strambo gatto dispensatore di verità, un cappellaio matto che beve il te, un mazzo di carte al servizio della Regina di Cuori, tanti strani attori che partecipano alla vita di un Paese dove sembrano regnare anarchia, insensatezza e illusione (ma forse è solo l’apparenza).

 

Alice nel Paese delle Meraviglie è uno di quei libri che non ci stanca mai di leggere e che si riscoprono in modo nuovo, ogni volta che si riprendono in mano. Difficile da catalogare in un genere unico, perché potrebbe essere considerato un fantasy, se letto superficialmente, ma contiene una varietà di simboli, poesie, filastrocche, verità celate dietro nonsense e pensieri folli nascosti dietro apparenti verità, che rendono il romanzo un vero capolavoro.

Alice nel Paese delle meraviglie cappellaio matto
Prendi un po’ più di tè! – disse la Lepre di Marzo con molta serietà. – Non ne ho avuto ancora una goccia, – rispose Alice in tono offeso, – così non posso prenderne un po’ di più. – Vuoi dire che non ne puoi prendere meno. – disse il Cappellaio: – è molto più facile prenderne più di nulla che meno di nulla. – Nessuno ha domandato il tuo parere, – soggiunse Alice. – Chi è ora che fa delle osservazioni personali? – domandò il Cappellaio con aria di trionfo. Alice non seppe che rispondere.

La protagonista, Alice, sembra una normale bambina di sette anni, capricciosa, giocherellona ed educata come tante, ma in realtà è un personaggio straordinario sui generis, perché, nonostante a volte pianga e si lamenti, non ha paura di nulla e dimostra la sua intelligenza e curiosità in un’esplosione di domande impertinenti e commenti sinceri, che non si risparmia neanche di fronte alla temibile Regina di Cuori. Sa fare l’inchino e conosce a memoria tutte le poesie imparate a scuole, ma si lancia senza paura nella tana del coniglio per inseguirlo, cercandolo per tutto il racconto.

Alice nel Paese delle Meraviglie è un libro per tutti e non solo per bambini, anzi: là dove le meravigliose immagini e i particolari personaggi della storia possono stuzzicare la fantasia di un bambino, le stesse figure e parole creano un vortice di interesse, confusione e riflessioni nella mente di un adulto. La semplicità della bambina si scontra spesso con ragionamenti contorti di personaggi folli e la sua innocenza si sovrappone più volte con la crudeltà gratuita e spaventosa della Regina di Cuori.

alice nel paese delle meraviglie regina di cuori

Che i giurati ponderino il loro verdetto – ripetè il Re, forse per la ventesima volta quel giorno. – No, disse la Regina. – Prima la sentenza, poi il verdetto. – È una stupidità – esclamò Alice. – Che idea d’aver prima la sentenza! – Taci! – gridò la Regina, tutta di porpora in viso. – Ma che tacere! – disse Alice. – Tagliatele la testa! urlò la Regina con quanta voce aveva. Ma nessuno si mosse. – Chi si cura di te? – disse Alice, (allora era cresciuta fino alla sua statura naturale.); – Tu non sei che la Regina d’un mazzo di carte.

 

 

Il testo è certo breve, ma denso di incontri e contraddizioni e, se si presta attenzione e filastrocche e poesie, ci si accorge che non sono simpatici testi in rima, ma spesso sfociano nel grottesco. Il Paese delle Meraviglie è un luogo caotico e anarchico, dominato da una crudele Regina di Cuori che un cuore proprio non l’ha, amante del color rosso sangue e spietata. Non esistono regole, né civili né mentali. Il tavolo del tè è occupato da una compagnia di matti: il Cappellaio, la Lepre marzolina e il Ghiro, che non rispondono neanche alle regole del tempo (Nel marzo scorso abbiamo litigato… il tempo non fa più nulla di quel che io voglio! Segna sempre le sei!). Al contrario, il Coniglio, che sembrerebbe il personaggio più vicino agli uomini, vive con l’orologio in mano, sempre di corsa, e sempre in ritardo, per gli impegni dati dalla Regina.

Allora verrebbe da pensare, sono davvero così negativi i personaggi più folli, più irreali, più lontani dal nostro vivere comune, liberi dalle convenzioni, dalle regole, dal tempo scandito dalla società, che vivono spontaneamente e più semplicemente? Direi di no, e direi che il viaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie è un incontro con la propria coscienza. Alice cresce nel racconto (anche fisicamente) e si rimpicciolisce, conosce diverse realtà e si risveglia nel suo mondo “normale”, ma lei, ora, è diversa. È cresciuta e forse ha scelto che tipo di donna vorrà essere, dopo aver conosciuto molti punti diversi e averli analizzati nel suo profondo. È pronta per affrontare il difficile mondo della realtà con una nuova mentalità.

 

alice nel paese delle meraviglie gatto cheshire
Da questa parte, – rispose il Gatto, facendo un cenno con la zampa destra, – abita un Cappellaio; e da questa parte, – indicando con l’altra zampa, – abita una Lepre di Marzo. Visita l’uno o l’altra, sono tutt’e due matti. – Ma io non voglio andare fra i matti, – osservò Alice. – Oh non ne puoi fare a meno, – disse il Gatto, – qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta. – Come sai che io sia matta? – domandò Alice. – Tu sei matta, – disse il Gatto, – altrimenti non saresti venuta qui.

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