Storiche librerie chiuse in Italia

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In Italia sempre più librerie chiuse a causa della crisi economica e la perdita di interesse dei lettori.

Nei film romantici come C’è posta per te può accadere che sul dramma di amate librerie chiuse si costruisca la storia della proprietaria di una piccola libreria che rischia di fallire a causa dell’imprenditore a capo della più grande multinazionale editoriale di Manhattan, e che, in conclusione, l’amore e il lieto fine trionfino. Ma nella realtà, in Italia, tra le nostre strade, nella nostre città, sotto ai nostri occhi, librerie storiche chiudono, dopo anni e decenni di vita, non solo perché soppiantate da grandi catene, in grado di affrontare meglio la crisi economica, ma anche – e soprattutto – a causa della crescente perdita di interesse dei lettori.

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Il cartello di chiusura della Libreria Guida Port’Alba a Napoli

Se le librerie iniziano a chiudere nella città in cui si legge di più, e non in un paesino di provincia, preoccupiamoci davvero: è una tendenza che può solo aggravarsi. Siamo un Paese, nonostante tutto, ancora analfabeta di letture. Trovo ci sia molta verità nelle parole dello scrittore ed architetto Gianni Biondillo e che dietro alla chiusura di ogni piccola libreria storica, si nasconda il crollo un pezzetto di cultura e società della città. Una delle perdite più dolorose della città di Bergamo è stata certamente la chiusura della libreria La Tarantola, dopo ben 77 anni di attività. Fu fondata nel 1927 da Luigi Tarantola e Rina Giovanacci e fu tramandata alle generazioni successive con il suo bagaglio storico e culturale, che la portò a ricevere la medaglia d’oro da Angelo Rizzoli. La Tarantola diede per prima visibilità a personaggi come Montanelli, Spadolini, Gervaso, Bevilacqua e, con la loro memoria, si perde anche la memoria del passaggio di Alda Merini ed Edoardo Sanguineti per il Caffè Letterario di via San Bernardino a Bergamo, chiuso dopo 17 anni di esistenza come punto di riferimento culturale della città e luogo d’incontro.

Tra le storiche librerie chiuse in Italia, al posto dei libri antichi, delle richieste dei clienti abituali, dei legami creati e della cultura respirata nella Libreria Porta Romana a Milano, ora sorge una banca. I motivi della chiusura sono stati economici e finanziari, ma in pochi attimi, si cancellano 32 anni di attività, di buona volontà e passione del titolare Aldo Palazzi.

Nata con lo scopo di ridare nuova vita alla piazza dei Truogoli a Genova, dopo anni di degrado urbano e civile, la libreria FinisTerre è stata per anni una delle più belle d’Italia, ricca di libri di viaggio, simbolo dell’esplorazione, della ricerca, della vacanza, dell’utopia, del lento piacere della cultura. Dopo 10 anni di lavoro appassionato e volontario, anche questo luogo di incontri intellettuali e splendidi ricordi ha chiuso i battenti, a causa del mancato sostegno da parte delle istituzioni.

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Libreria FinisTerre, Genova

Ma gli esempi sono ancora tristemente molti. Tanti ricordano ancora la storica Libreria Croce a Roma, in Corso Vittorio Emanuele II, fondata nel 1945 da Remo Croce, che vi lavorò fin da bambino, fin da quando non poteva arrivare al bancone, perciò aveva bisogno di uno scatolone sotto ai piedi per poter servire i clienti. Per anni centro culturale ed incontro intellettuale, molti artisti e scrittori del calibro di Moravia e Pasolini sono passati tra gli scaffali di questa libreria, sulle cui ceneri sorge il negozio di scarpe Store 23 dell’ex calciatore Materazzi.

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Vittorio La Verde, Pier Paolo Pasolini alla libreria Croce. Roma, anni ’70

Si è conclusa con una vendita fallimentare con libri all’80% la vita della Libreria Guida Port’Alba a Napoli, l’ultima delle storiche librerie chiuse di questo post, ma non di certo l’ultima in Italia. Interi scaffali pieni di libri rari ed antichi sulla storia di Napoli e la sua arte, invenduti o svenduti per pochi spiccioli, nella fretta di chiudere i battenti. Così come si sbiadiscono i ricordi del passaggio di grandi filosofi e giornalisti, di scrittori come il poeta Allen Ginsberg, si sgretolano le pareti di alcune delle librerie storiche più amate d’Italia.

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La svendita nella Libreria Guida Port’Alba a Napoli

Eppure, non è detto che non possa esserci una ripresa, un ritorno alle passioni di una volta, ai regali più apprezzati e all’amore per la cultura. Per la prima volta dal 2011, si è attesta una crescita della vendita dei libri in Italia dell’1,6%. Anche se sembra poco, accende una speranza nel cuore dei librai che ancora resistono in questo mondo globale gestito da multinazionali e dei lettori più attaccati alla tradizione, che ancora amano il profumo di una vecchia libreria.

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